Ehi tu, baby!

Ehi tu, baby!

"Come faccio a sapere se sono veramente grande o solo megalomane?" Il calcolo delle probabilità dà di gran lunga vincenti i megalomani sui veri geni destinati alla gloria. Ma se a rispondere è Mark Leyner - chiamato allo scoperto da un immaginario e travolgente megasuccesso di "Mio cugino, il mio gastroenterologo" -la faccenda prende tutta un'altra, 'esplosiva' direzione... Fatevi largo tra i deodoranti spray, le battute al vetriolo e le considerazioni da mostro priapico: il risultato, come dice compiaciuto Leyner con la sua incontenibile verve, è "la prima autobiografia agiografica" che sia mai stata scritta nel nostro secolo. Di certo "Ehi tu, baby!" sviluppa un ritratto comico-grottesco dell'artista, trasformato dalla macchina editoriale in una figura di comunicatore globale, braccato dal suo agente, incalzato da fan del calibro di Harold Pinter e, se ancora non bastasse, anima e cervello del Team Leyner. Abbandonatevi al delirio di onnipotenza del protagonista: il suo ego gigantesco fa ombra a un fisico lievitato a colpi di steroidi anabolizzanti, capace di spazzar via con un semplice atto di volontà interi corpi celesti. Lui, Leyner, la sola e unica risorsa del globo, dove trova l'energia per tutto? Ma naturalmente dall'inalazione della più improbabile reliquia gassosa della storia d'America, e cioè l'alito mattutino di Lincoln. E via di questo passo, in una smascherata parodia del media-system che mescola linguaggi diversi (dal gergo tecnico-scientifico, all'ABC del marketing, agli slogan della pubblicità) per restituirceli metabolizzati in un'unica e sovversiva voce che grida all'attuale sovraccarico d'informazione. E' praticamente impossibile sottrarsi all'indiavolata corrente narrativa del libro: in questo folgorante brodo linguistico non saprete mai quale termine, idea o imput vi agganci con più forza.
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