Le sedie rosse

Le sedie rosse

"Alle sedie rosse è rimasta una parte di me: il dolore possiede una sua energia, quella del mio soffrire era troppo potente per essere trattenuta dentro il mio corpo, sicuramente è evaporata nell'aria ed è stata assorbita dalla natura che mi stava vicino: dai platani, dai loro tronchi, dai rami, dalle foglie che sono riuscite a trasformarla nella loro canzone, quella che sanno suonare mosse dal vento. L'energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma. Quella del mio dolore vibra tra le fronde degli alberi secolari che creano l'ombra alle sedie rosse, al mattino presto, quando il sole nasce dal lago e alla sera, quando tramonta dietro il Giura. E gli uccelli che lì si poseranno l'ascolteranno e la porteranno lontano. Anche la mia canzone se ascoltata, saprà aiutare ad accettare la vita, insegnando quanto sia imprevedibile e strana."
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