Meditazioni teologiche sulla Via Crucis
Come è noto, i discepoli di Gesù nel racconto della passione sono soprattutto assenti: «tutti, abban-donatolo, fuggirono» (Mt 26,56; Mc 14,50). E proprio perché non c’erano, quando poi capirono – «dopo» la passione, morte e risurrezione di Gesù – i discepoli raccolsero accuratamente i ricordi, le memorie di tutto quello che era accaduto e fissarono questo ricordo senza toccarlo, consapevoli di non essere autorizzati a interpretare una storia dalla quale erano stati assenti. La Via Crucis, sotto questo profilo, c’è e viene praticata dai cristiani per riempire i «vuoti» del racconto della passione, per entrare «dentro» il dramma in modo tale che esso «scolpisca e imprima nel nostro cuore senti-menti di fede, di speranza e di carità e di dolore dei nostri peccati» (dall’introduzione).
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