Il dono dell'amore
Puglia, estate 2012. Marsilio Da Ponte, pittore di talento ma spiantato, figlio di un importante allevatore, cerca di sbarcare il lunario assieme a una combriccola di artisti, spiantati come lui. È molto vicino ai temi sociali che caratterizzano le zone in cui vive: il caporalato nelle campagne, la disoccupazione giovanile, i migranti che sbarcano dal Mediterraneo. Marsilio ha due amici con cui condivide tutto, Beppe e Michele, e con loro discute spesso di attualità: la questione meridionale, la fuga di cervelli dal sud verso il nord Italia e l’Europa, la politica, i contrasti e le differenze generazionali. Cruccio del protagonista, cresciuto in una famiglia di sinistra, è suo fratello Giacomo, candidato nelle liste di un partito di centro-destra. A portare un po’ di scompiglio in una vita tutto sommato monotona, c’è l’amico Stavros Asimakopulos – re dei traghetti per la Grecia, l’Egitto, il Montenegro e l’Albania –, suo figlio Elides, studente all’Accademia di Belle Arti di Bari interessato alla questione palestinese, e l’avvenente Thenia, donna bellissima e misteriosa che accompagna Stavros nei suoi spostamenti fra l’Italia e la Grecia, della quale Marsilio si innamora a prima vista, apparentemente ricambiato.Proposto da Renato Minore al Premio Strega 2025 con la seguente motivazione: «Nel Il dono dell’amore, lo sguardo di Raffaele Nigro è rivolto alla contemporaneità riflessa in un romanzo dalla architettura complessa come rigenerata dal suo scorrere nei nodi di una vicenda di ricerca e di disagio collettivo. La chiave della denunzia sociale si affianca a quella della riflessione intimistica sullo sfondo della Puglia del primo decennio del nuovo Millennio, tra le emergenze della fuga dei giovani, le migrazioni del Mediterraneo e la scommessa dell’integrazione. Il racconto in cui personaggi di finzione convivono con personaggi reali, si affida alla voce del trentenne Marsilio da Ponte, pittore di talento ma privo di una propria linea, che si aggira per ristoranti e caffè in compagnia di una combriccola di artisti. Marsilio è figlio di un importante allevatore afflitto da un problema sociale, frenare la fuga di giovani che fuggono dai borghi e dalle città del sud attratti dalla vita delle metropoli del nord Italia e dell’Europa. Nigro sa alternare il suo sguardo con una forte valenza antropologica, nei toni di un anche feroce e insieme caritatevole apologo sui nostri tempi, sulla crisi di valori e di autenticità che coinvolge individui, gruppi, antiche e nuove rappresentanze sociali. Il tutto in una generosa immersione nello spirito del tempo, con le sue speranze e le sue fratture che Nigro racconta cercando nei suoi tanti rivoli la persistenza di una continua febbrile interrogazione che è la forza anzi il dono del suo romanzo.»
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