Il tema della positività giuridica è stato recentemente riproposto negli studi di filosofia del diritto auspicandone una riformulazione concettuale in un momento, qual è quello presente, di grande dinamismo ed ulteriore scuotimento delle categorie tradizionali. Infatti, la sovranazionalità, il globalismo, l'interazione sociale tecnologizzata e virtualmente universale dell'esperienza giuridica hanno determinato una crisi tanto profonda della monolitica identità del garante ultimo della positività del diritto moderno, e cioè lo Stato, da potersi dubitare addirittura della sua capacità di veicolare ancora significati autenticamente condivisi anche tra gli operatori pratici. In questa situazione, accade che la crisi "a monte" dell'edificio del diritto moderno si traduca in un crescendo di aspettative di certezza "a valle", cioè nei confronti del lavoro del giudice che viene così a supplire non, patologicamente, in questo o quell'ambito particolare dove il legislatore si fosse mostrato tardivo o inefficiente, bensì fisiologicamente come unico "vero" positivizzatore del diritto, con conseguente acutizzazione del problema del controllo logico e giuridico dell'opera della giurisprudenza. I saggi contenuti in questo volume indagano nella teoria le matrici culturali e filosofiche della fragilità del progetto moderno della positività giuridica e discutono nella prassi alcune manifestazioni contemporanee della sua crisi.
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Titolo: Positività e giurisprudenza. Teoria e prassi nella formazione gudiziale del diritto
Autore:
P. Moro,
C. Sarra
Editore: Franco Angeli
Data di Pubblicazione: 2012
Pagine: 288
Formato:
ISBN: 9788856849660