Neomelodia. La musica della camorra. Prodotta dalla camorra. Ascoltata da gente di camorra. La malamusica. La colonna sonora dei tamarri ignoranti, quella che non potrebbe mai fluire da una finestra di un appartamento a Chiaia ma di certo la senti per tutto il rione Sanità. "A Neopoli nisciuno è neo" è la toponomastica di una città infettata dalla musica neomelò, dai suoi miti cantAttori che macchiettizzano una pessima interpretazione di un sé cantante nel meccanismo - locale - del "a Napoli funziona accussì". Sono decine. Centinaia. Più di mille. Ma quanti sono i cantanti neomelodici? E poi, sono tutti dei veri cantanti? Il prisma musicale partenopeo non è solo altra munnezza ammonticchiata, non è solo il fenomeno esibito dai media nazionali come divertissement sociologico a discapito dell'aspetto musicale, a discapito di chi ascolta questa musica, non è solo precariato, precariato anche del gusto dei napoletani. Perché in questo giudizio chi ne esce perdente è il pubblico. Perché tutta Italia pensa che la gente di Napoli accolga ogni tipo di oscenità sonora. Perché persino un'altra Napoli si tappa le orecchie al grido dei suoi vicoli, al grido della realtà priva di nobilitanti melismi, affrancandosi dal canto originario della sua Sirena, suicida perché Ulisse non l'ascoltò.
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Titolo: A Neopoli nisciuno è neo
Autore:
Ettore Petraroli,
L. R. Carrino
Editore: Laterza
Data di Pubblicazione: 2012
Pagine: 165
Formato: Brossura
ISBN: 9788842099055